Microplastiche: come e perché sono pericolose

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Cosa sono le microplastiche

Con il termine “microplastiche” ci si riferisce a particelle di materiale plastico delle dimensioni minori di un millimetro, formate da catene polimeriche di atomi di carbonio e idrogeno. Queste particelle originano dai composti plastici che usiamo ogni giorno, e sono diventate così numerose e diffuse da trasformarsi in un rischio per la salute umana.

Come si formano?

Partiamo da un dato oggettivo: la plastica non si biodegrada ma si spezza in frammenti sempre più piccoli, fino a raggiungere dimensioni microscopiche invisibili all’occhio umano.

Queste microparticelle di plastica quindi non vengono smaltite in modo naturale nell’ambiente: di conseguenza procedono ad accumularsi nell’acqua, nel suolo e negli organismi viventi, comportando numerosi effetti negativi sull’ecosistema.

Come si classificano?

  • Microplastiche primarie: si formano in seguito all’uso di ingredienti comuni in diversi prodotti cosmetici, per la cura della persona (creme corpo, esfolianti, make up, dentifrici) e della casa (detersivi e saponi), oltre ad essere rilasciate dai lavaggi in lavatrice di tessuti sintetici e dall’abrasione dei pneumatici durante la guida;
  • Microplastiche secondarie: sono il risultato della frammentazione di rifiuti plastici più grandi come buste, bottiglie di plastica o reti da pesca. Le microplastiche secondarie rappresentano più del 70% delle microplastiche presenti nell’oceano.
microplastiche nel mare pericolo animali

Perché le microplastiche sono pericolose

Le microplastiche sono pericolose per la salute umana quando vengono ingerite e accumulate nell’organismo, che viene esposto ad un cocktail di sostanze chimiche altamente nocive come PFAS, metalli pesanti, pesticidi, ftalati e ritardanti di fiamma.
Queste sostanze possono portare a problemi di stress epatico, processi infiammatori, interferenze con il sistema ormonale, danni al sistema immunitario e neurologico.

Attenzione però: non sono solo pericolose per gli umani, ma anche per l’ecosistema.
Le microplastiche presenti in mare vengono inghiottite da pesci e altri animali marini; ciò mette a rischio il ciclo vitale di tutte le specie della catena alimentare, alla lunga portando a gravi modifiche della struttura di interi ecosistemi e minacciandone la biodiversità.

Dove si trovano le microplastiche

Purtroppo, al giorno d’oggi, le microplastiche si trovano quasi ovunque sul nostro pianeta: dalla nostra tavola alle profondità oceaniche, fino ai prodotti d’uso più comune.

Microplastiche nel mare

Si stima che ci siano 24mila miliardi di microplastiche sulla superficie degli oceani.
Se già di per sé questo è un problema, la plastica viene in seguito ingerita dai pesci, che infine finiscono sul nostro piatto. Inoltre sono state trovate microplastiche anche nell’abisso della Fossa delle Marianne, il luogo più profondo e sconosciuto degli oceani terrestri.

Microplastiche nell’acqua in bottiglia

Frammenti di microplastiche sono stati trovati nel 93% delle bottiglie d’acqua appartenenti a 11 importanti marchi. Nonostante la qualità dell’acqua del rubinetto sia tra le migliori d’Europa, in Italia il 62% delle famiglie preferisce l’acqua in bottiglia e spende circa 240 euro l’anno: a ben pensarci, una situazione al limite del paradossale.

acqua in bottiglia microplastiche

Microplastiche negli alimenti

La contaminazione da microplastiche negli alimenti avviene in diversi modi: tramite i fertilizzanti, i teli per la pacciamatura, le confezioni di plastica e, per quanto riguarda la carne e il pesce, attraverso l’ingestione di altri animali o vegetali contaminati.

Diversi studi confermano che le microplastiche si trovano nel 15% del cibo che mangiamo: ingeriamo circa 5 g di microplastiche alla settimana, l’equivalente di una carta di credito. Ma anche macchinari, taglieri e imballaggi possono rilasciare microplastiche nel cibo.

irrigazione campi acqua con plastiche

Microplastica negli oggetti quotidiani

Le microplastiche sono diffuse in molti prodotti che usiamo ogni giorno: cosmetici, creme solari, esfolianti, detersivi, dentifrici, fertilizzanti, pneumatici e materiali edili.
Anche il lavaggio in lavatrice dei capi di abbigliamento in materiale sintetico, ad esempio in nylon o pile, rilascia nell’acqua di rete un notevole numero di microplastiche.

Microplastiche nel corpo umano

Le microplastiche assunte quotidianamente tramite l’acqua e il cibo si accumulano nel corpo umano. Di recente sono state ritrovate tracce di microplastiche nelle feci e nel sangue, nella placenta in stato di gravidanza e nelle aree profonde dei polmoni.

bere acqua pericolo microplastiche

Soluzioni per ridurre le microplastiche

Ma come possiamo ridurre la contaminazione da microplastica nella nostra vita di ogni giorno? Alcuni consigli utili per far fronte a questo pericolo sono:

  • Utilizzare appositi sacchetti per la lavatrice, che possano raccogliere le particelle di plastica dei tessuti ed evitare così l’inquinamento delle acque di rete;
  • Preferire l’utilizzo di vestiti in tessuti naturali, come cotone, lino, lana;
  • Acquistare detersivi, cosmetici e saponi senza derivati del petrolio;
  • Ridurre o eliminare l’utilizzo dei prodotti in plastica (confezioni, imballaggi, articoli monouso) in favore di prodotti riutilizzabili o compostabili;
  • Installare un depuratore d’acqua domestica per avere la certezza di eliminare il 100% delle microplastiche dall’acqua del rubinetto.

Riguardo l’ultimo punto, è importante scegliere un sistema certificato per l’eliminazione delle microplastiche, che possa limitare la presenza di queste particelle a livello nanometrico. Ed è con tale presupposto che Goccia, il depuratore a nanofiltrazione proposto da Nanosystem, è stato progettato e commercializzato in tutta Italia.

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