Residuo fisso dell’acqua: i valori consigliati

bicchiere di acqua con bolle su fondo azzurro

Tabella dei contenuti

Residuo fisso dell’acqua: cos’è e come si calcola?

Il residuo fisso, in inglese “total dissolved solids” (TDS), indica i sali minerali e oligoelementi contenuti in un litro di acqua dolce. Di solito si tratta di componenti chimici come calcio, fosfati, nitrati, sodio, potassio e cloruro.
Il residuo fisso è il principale indicatore utilizzato per catalogare le acque potabili.

In laboratorio, il campione di acqua (di solito 1 litro) viene sottoposto a riscaldamento graduale che porta all’evaporazione dell’acqua a 100°. Segue un processo di essiccazione a 180°, dopo il quale i sali rimasti vengono pesati e analizzati. La quantità di sali minerali e oligoelementi rimanenti dopo questo processo è il residuo fisso.

rubinetto con goccia acqua

Perché è importante conoscere il residuo fisso?

Conoscere il residuo fisso aiuta a monitorare e garantire che l’acqua che beviamo sia sicura e adatta al consumo umano: inoltre, mantenerlo entro i limiti stabiliti dalle normative aiuta ad assicurare che l’acqua potabile soddisfi tutti i requisiti di sicurezza e qualità.

Infatti, il valore del residuo fisso è in grado di determinare:

  • se un’acqua è più povera o ricca di sali minerali disciolti;
  • quali sono le caratteristiche organolettiche dell’acqua.

Quando una persona gode di buona salute non c’è motivo di preferire un’acqua potabile piuttosto di un’altra – se non per il gusto! Per soggetti che invece devono seguire diete particolari, vivono con specifiche patologie o fanno attività fisica ad alto livello, è bene seguire il consiglio del medico per scegliere il tipo di acqua più adatta al proprio stile di vita.

Classificazione delle acque potabili secondo la quantità di residuo fisso

  • Residuo fisso inferiore o uguale a 50mg/l: si definiscono acque minimamente mineralizzate o “leggere”, favoriscono la diuresi e l’espulsione di piccoli calcoli renali.
  • Residuo fisso compreso tra 50 e 500 mg/l: si definiscono acque oligominerali. Sono le più diffuse in Italia, contengono poco sodio e sono ideali per essere bevute a tavola ogni giorno. La maggior parte delle acque distribuite attraverso la rete idrica o in bottiglia sono classificabili come oligominerali.
  • Residuo fisso compreso tra 500 e 1.500 mg/l: si definiscono acque medio minerali. Contengono un’alta percentuale di sali minerali e, alternate ad acque più leggere, possono aiutare a reintegrare i nutrienti persi con la sudorazione. Sono consigliate per gli sportivi, durante l’attività fisica o in estate.
  • Residuo fisso superiore a 1.500 mg/l: si definiscono acque ricche di sali minerali. Sono acque molto ricche di sali, utilizzate solo a scopo terapeutico e da bere sotto controllo medico.
caratteristiche dell'acqua di rubinetto

Residuo fisso: tabella delle più conosciute marche di acqua in bottiglia

Nonostante la scelta migliore (sia per noi che per il pianeta) sia adottare un approccio plastic-free e rinunciare alle bottiglie di plastica quando possibile, riportiamo di seguito il riferimento del residuo fisso dichiarato da alcune delle più note marche di acqua in bottiglia.

Marca di acqua in bottigliaResiduo fisso a 180°C
Acqua Santa Croce170 mg/l
Acqua Uliveto741mg/l
Acqua Ferrarelle1290 mg/l
Acqua Guizzadai 250 ai 291 mg/l in base alla fonte
Acqua Essenziale2470 mg/l
Acqua Vitasnella402 mg/l
Acqua Rocchetta181.6 mg/l
Acqua Lete900 mg/l
Acqua Fiuggi145 mg/l
Acqua Sant’Annameno di 50 mg/l
Acqua Panna139 mg/l
Acqua Levissima83 mg/l
Acqua Eva45 mg/l
Acqua Verada 162mg/l a 438mg/l in base alla fonte
Acqua San Benedetto144,2 mg/l
Acqua Lauretana14 mg/l
NB: i valori sono indicativi, in quanto possono variare in base alla fonte di imbottigliamento.

Come conoscere il residuo fisso dell’acqua?

Se bevi acqua imbottigliata, puoi conoscere il residuo fisso leggendo l’etichetta presente sulla bottiglia, dove viene espresso in milligrammi per litro (mg/l). Attenzione però – potresti pensare che le bottiglie in plastica siano facilmente riciclabili o più sicure dell’acqua di rubinetto, quando spesso in realtà non è così: scopri il perché in questo articolo.

Se bevi acqua dal rubinetto, puoi conoscere il residuo fisso leggendo i report periodici forniti dal gestore idrico, di solito disponibili sul sito web dello stesso gestore oppure di autorità comunali e/o regionali. Lo Stato italiano ha pubblicato qui i valori dei parametri analitici di norma registrati nelle zone centrali delle più grandi città italiane.

Un buon metodo per agire sul residuo fisso dell’acqua di rubinetto è installare un depuratore domestico, in particolare con tecnologia a nanofiltrazione: infatti, misurare il residuo fisso prima e dopo il trattamento di purificazione dell’acqua può aiutare a valutare l’efficacia del depuratore e assicurare che l’acqua raggiunga gli standard di qualità richiesti.

Qual è il residuo fisso consigliato?

Ma quindi, quanto deve essere il residuo fisso dell’acqua che beviamo? Come abbiamo visto in precedenza, il valore consigliato va tra i 50 mg/l ai 1.500 mg/l. L’acqua che rientra in questi parametri è adatta al consumo per la maggior parte delle persone adulte in salute.

La situazione è diversa per bambini e neonati: per loro invece è meglio scegliere un’acqua dal residuo fisso più basso. Se vuoi saperne di più, ne abbiamo parlato in questo articolo!

Resta senza dubbio il fattore gusto: è importante scegliere un’acqua che ci piaccia, in modo da berne il più possibile durante la giornata. Infatti, a prescindere dal residuo fisso, bere tanta acqua fa bene: ogni persona dovrebbe berne almeno 8 bicchieri al giorno.

Infine, oltre al valore del residuo fisso è importante assicurarsi che l’acqua che scegliamo sia priva di inquinanti pericolosi per la salute, come PFAS e microplastiche.

Una soluzione a tutti questi problemi può essere installare un depuratore per l’acqua di ultima generazione, in modo da poter ​​attingere ad un’acqua purificata e leggera direttamente dal proprio rubinetto di casa, in completa sicurezza.

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