Tabella dei contenuti
Assumere metalli pesanti in alta concentrazione è un rischio per la salute. Ma dove sono presenti questi composti? Dobbiamo preoccuparci dell’acqua domestica o in bottiglia?
Da dove arrivano e, soprattutto, come possiamo evitarne l’assunzione?
1. Cosa sono i metalli pesanti?
I metalli pesanti sono elementi chimici con un’elevata densità e una certa tossicità per gli organismi viventi. Anche se non esiste una definizione universale, convenzionalmente si utilizza il termine “metalli pesanti” per quei metalli che hanno o una densità maggiore di 4,5 grammi per centimetro cubo, o un numero atomico maggiore di 20.
In piccole quantità, alcuni metalli sono essenziali per il funzionamento del metabolismo umano, come ad esempio il ferro, lo zinco e il rame; altri sono invece estremamente dannosi per l’organismo, come il piombo, il mercurio e l’arsenico.
La pericolosità dei metalli pesanti dipende dalla loro concentrazione e dalla durata dell’esposizione. Una volta rilasciati nell’ambiente, questi metalli possono accumularsi negli ecosistemi e nei tessuti organici, causando danni alla salute.
2. Fonti di contaminazione da metalli pesanti
I metalli pesanti possono essere rilasciati nell’ambiente attraverso sorgenti naturali e sorgenti antropiche:
- Sorgenti naturali: erosione di rocce, attività vulcanica e processi geotermici possono rilasciare metalli pesanti nelle acque sotterranee;
- Sorgenti antropiche: attività industriali (fonderie o miniere), scarichi di fabbriche, pesticidi agricoli, rifiuti elettronici e tubature obsolete possono aumentare i livelli di metalli presenti nell’acqua.
Una volta dispersi, questi metalli entrano nella catena alimentare e possono potenzialmente rappresentare un pericolo per la salute umana, oltre che per la salvaguardia dell’ambiente.

3. Quali sono i metalli pesanti più pericolosi?
- Piombo (Pb): dannoso per il sistema nervoso, in particolare dei bambini, e può causare danni cognitivi permanenti, difficoltà di apprendimento, ritardi nello sviluppo;
- Mercurio (Hg): può provocare problemi neurologici e danni renali, soprattutto sotto forma di metilmercurio (che si accumula nella catena alimentare acquatica);
- Arsenico (As): altamente tossico, alcuni studi hanno evidenziato il suo collegamento all’insorgenza di tumori della pelle, della vescica e dei polmoni;
- Cadmio (Cd): si accumula nei reni e può causare danni irreversibili al sistema renale e osseo (interferendo negativamente con il metabolismo organico del calcio);
- Cromo esavalente (Cr6+): noto per il suo potenziale cancerogeno (e i possibili danni al sistema respiratorio, renale e immunitario), derivante da attività industriali.
4. Effetti sulla salute: quali rischi corriamo?
I metalli pesanti si accumulano nel nostro organismo attraverso un processo chiamato bioaccumulo. Una volta ingeriti tramite acqua contaminata e cibo, ma anche con l’aria che respiriamo, il corpo umano fatica a eliminarli, portando a un accumulo progressivo nei tessuti e negli organi (soprattutto reni, polmoni, sistema gastrointestinale e cervello).
L’esposizione prolungata ai metalli pesanti può causare problemi di salute cronici, danneggiando il sistema nervoso, renale, epatico e cardiovascolare. Per questo è fondamentale evitarli, adottando alcune soluzioni e strategie utili.

5. Come ridurre la contaminazione di metalli pesanti
Per ridurre l’esposizione ai metalli pesanti, è possibile adottare alcune strategie efficaci che limitino l’assunzione di queste sostanze: bere acqua in modo sicuro è una delle prime precauzioni da adottare.
Riguardo la concentrazione di metalli pesanti, l’acqua del rubinetto è considerata più sicura di quella in bottiglia, perché è più spesso soggetta a controlli. Ma se si vuole essere del tutto certi della qualità dell’acqua, soprattutto in edifici datati con tubature vecchie che possono disperdere particelle di piombo, è possibile ridurre il rischio potenziale di contaminazione con l’utilizzo di sistemi di filtrazione domestici.
Tra le tecnologie più utilizzate e diffuse sul mercato, possiamo citare:
- Filtri a carbone attivo o a scambio ionico: possono ridurre alcune impurità, ma non sempre sono efficaci contro tutte le impurità presenti nell’acqua;
- Osmosi inversa: rimuove fino al 99% delle sostanze indesiderate, tra cui i metalli. Purtroppo, però, elimina anche i sali minerali essenziali dell’acqua, che vanno reintegrati con una percentuale di acqua non trattata;
- Nanofiltrazione: una tecnologia avanzata che sfrutta speciali membrane per limitare impurità e sostanze indesiderate a livello nanometrico, inclusi metalli, nitriti e nitrati, PFAS e microplastiche, preservando però i sali minerali benefici dell’acqua.
6. Bevi acqua filtrata con Goccia di Nanosystem
L’acqua del rubinetto, in Italia, è generalmente sicura e controllata, ma può contenere tracce di sostanze indesiderate, metalli o microinquinanti emergenti (PFAS e microplastiche), soprattutto in aree con vecchie tubature. Per chi desidera un livello di protezione in più e un’acqua dal gusto più gradevole, un sistema di filtrazione domestico può essere una soluzione efficace.
Goccia di Nanosystem è un avanzato sistema di nanofiltrazione da installare comodamente sotto il lavello: abbatte la presenza eventuale di impurità e sostanze indesiderate, mantenendo al tempo stesso i sali minerali essenziali. Il risultato è un’acqua equilibrata, dolce e dal gusto simile a quella oligominerale — perfetta da bere ogni giorno e senza il bisogno di ricorrere all’acqua in bottiglia.
Vuoi maggiori dettagli? Scopri Goccia di Nanosystem e contattaci per informazioni!
Contattaci per informazioni